Quello che è avvenuto alla flottiglia umanitaria Freedom, intercettata in violazione del diritto internazionale mentre trasportava a Gaza farmaci e professionisti sanitari – tra i quali un infermiere italiano – ci lascia nuovamente esterrefatti.

Privare della libertà personale cittadini stranieri senza alcuna base legale è un atto gravissimo, ed è anche una lesione alla dignità di tutti i professionisti sanitari: con una crisi umanitaria conclamata in atto impedire loro di agire, privandoli della libertà personale, è una violazione inaccettabile sia dei principi fondamentali del diritto internazionale che del rispetto della vita umana.

Come professionisti della salute sentiamo il dovere etico e deontologico di prendere posizione contro ogni atto che impedisca l’accesso alle cure e la protezione delle équipe sanitarie impegnate in contesti di emergenza.

Per questo ci rivolgiamo alla Federazione Nazionale affinché non solo esprima con urgenza una posizione ufficiale su quanto sta succedendo nella Striscia di Gaza, ma anche perché richieda nelle opportune istituzioni nazionali e internazionali una presa di posizione sulla tutela dei diritti umani e sul rispetto sia degli operatori sanitari che del diritto internazionale.

L’umanità e la neutralità dell’intervento sanitario non possono e non devono mai essere messe in discussione.